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Tag: femminicidio

Qualche giorno fa si discuteva con alcuni conoscenti e amici, in una nota sauna-club privè qui a Roma, di quella che è una vera e propria emergenza sociale nel nostro pause e cioè il femminicidio e la violenza sulle donne. La discussione è ovviamente ricaduta sui rapporti tra uomo e donna ma soprattutto sui matrimoni e nello specifico, sui divorzi e separazioni.

Una di quelle persone che partecipava alla discussione (eh si, perchè dovete sapere che in questi ambienti non necessariamente si deve scopare per forza, ma si possono anche fare conoscenze e discussioni interessanti, toccando argomenti anche piuttosto seri e delicati) ha voluto però sottolineare come spesso la causa di esiti così tragici, sono spesso a causa di relazioni, dove la lei si è dimostrata cinica, opportunista o vendicativa; sostanzialmente, i gesti estremi che può compiere un uomo, sono frutto di un esasperazione o addirittura di disperazione. Io ho puntualizzato però, che nessuna di queste situazioni, come ad esempio, un divorzio e un affidamento esclusivo dei figli alla moglie, oppure l’assegnazione della casa di proprietà alla moglie, o ancora, assegni di mantenimento o comunque tutte quelle situazioni dove l’uomo risulta essere spesso vittima di donne definite “predatrici”, possono essere una giustificazione per violenze, stalking o addirittura come nei casi più tragici, un femminicidio.

Non c’è una giustificazione valida per qualcuno che toglie la vita a qualcun’ altro, ma allo stesso tempo, trovo che spesso le pene per certe categorie di delitti, come un omicidio, siano molto poco severe. Fondamentalmente io sono sempre stata contro la pena di morte; tuttavia sarei d’accordo nell’infliggerla, anche come deterrente, a chi stupra le ragazzine o le bambine, a chi uccide anime innocenti o a tutte quei criminali assassini che se la prendono con i più deboli e commettono omicidi efferrati e terribili. Per tutti gli altri, doppio ergastolo senza possibilità più di uscire di prigione.

Ma ritornando al discorso di prima, su matrimoni e relazioni, è vero che molto spesso gli uomini sono delle vittime di donne senza scrupoli, scalatrici e malvagie, ma la vera forza di un uomo non si misura nei suoi muscoli o nel suo uccello, ma piuttosto nella sua capacità di rialzarsi sempre e affrontare la vita in modo dignitoso.

Molti uomini invece, sono deboli, anzi, la stragrande maggioranza degli uomini sono deboli rispetto alla stragrande maggioranza delle donne; una debolezza emotiva, psicologica e anche fisiologica. L’uomo ricade spesso in una sorta di dipendenza, limbo, assuefazione, chiamatela come volete: è disposto a pagare per scopare e scaricare le sue frustrazioni, istinti e voglie sessuali, è un bisogno naturale ovviamente. Per lo stesso motivo e in molti casi, è disposto a sposarsi, lavorare come un mulo, indebitarsi e farsi un mutuo e magari avere dei figli che forse avrebbe voluto non avere per non assumersi le proprie responsabilità.

Questo sostanzialmente potrebbe essere il profilo di una persona che potrebbe commettere un delitto passionale, ma il discorso ovviamente è molto più ampio. Lo so, per alcuni di voi che leggeranno, questa cosa è dura da accettare, ma è così: l’ uomo sostanzialmente è più debole della donna. Il desiderio di supremazia, “di ristabilire le posizioni patriarcali” in una società ancora piuttosto maschilista, può far commettere brutti gesti e sono convinta che nella stragrande maggioranza dei casi non si tratta di raptus o follie momentanee ma piuttosto di vera e propria premeditazione, covata nel tempo.